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La villa di Nerone (Anzio) parte1 - Introduzione

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Scritto da Administrator   
Lunedì 09 Agosto 2010

piscina di nerone - 1L’area interessata dall’intervento di restauro, fruibile da parte di visitatori con visite guidate, è costituita, a livello stradale, da una serie di reperti archeologici comprendenti la Villa vera e propria, una zona piana, dove hanno avuto luogo gli interventi strutturali e la “Biblioteca” recentemente restaurata, da dove provengono dei pregevoli affreschi, attualmente restaurati, che verranno esposti nel Museo Archeologico della città. Suggestiva è la vista d’assieme delle “murature antiche”, che dal livello stradale scendono fino alla spiaggia sottostante per circa 15 metri di altezza.Fermo restando l’impellente necessità di un consolidamento e protezione a mare (i lavori sono già in atto) di tutta la zona archeologica, il parco è stato opportunamente delimitato al fine di permettere l’accesso alle sole zone ritenute sicure.

 

piscina di nerone - 2L’intervento di arredo e riuso dell’antica residenza imperiale prende spunto, a livello planimetrico, dalla lettura dei ruderi rimasti, che evidenziano una struttura muraria di tipo circolare. Infatti, partendo da un centro ideale posto sull’asse dell’antico Arco Muto, ultimo di una serie di archi a sostegno di una terrazza sul mare (di epoca romana), si sviluppa, simulando le onde create da un sasso lanciato in uno stagno, tutta una serie di “tracce”. L’ingresso al parco è subito evidenziato da una sorta di barca in mattoncini che contiene la biglietteria e i servizi. Prima dell’ingresso al parco, sulla destra, un manufatto sempre in mattoni con grandi finestre. E’ chiaro che prima di edificare le costruzioni, sono stati eseguiti tutti i saggi di scavo necessari. Mentre sulla sinistra avrà sede in futuro l’atelier della scultura vegetale “laboratorio di opus topianum”, tecnica molto in voga nei giardini romani antichi. Quest’area ha lo scopo di riproporre la potatura formale presente nei più raffinati giardini ma anche di costituire un qualificato punto di richiamo per i fruitori dell’area archeologica. Dopo l’ingresso, delimitato da un cancello, camminando su elementi tipo “mattonforte”, poggiati a terra per consentirne la rimozione (nel caso di futuri scavi archeologici), incontriamo il giardino romano ispirato ai giardini presenti a Pompei, le due ali porticate con al centro lo spazio spettacoli, ed ancora le aiuole contenenti diverse essenze arboree in uso negli antichi giardini romani.

Tutto il parco è delimitato, verso via Fanciulla d’Anzio, da una recinzione mentre, all’interno, una siepe verso il Museo alta circa 160 cm. e una verso il mare alta circa 100 cm., consente di godere del piscina di nerone - 3panorama. La siepe sarà in atriplex halimus avrà una doppia funzione “protettiva”, sia per il pubblico dei visitatori che per i venti salini che altrimenti danneggerebbero le piante ornamentali. Nelle “aiuole” poste in fondo e sicuro momento di attrazione per il pubblico sono poste alcune piante utilizzate dai Romani nei loro giardini. Ogni specie è corredata da pannelli esplicativi. I parametri che hanno caratterizzato la scelta sono la diversità biologica (arbusti, rampicanti, striscianti, ecc.) ed utilitaristica (ornamentale, alimentare, ecc.) oltre al minore impegno manutentivo.

piscina di nerone - 4Una parte del portico in futuro verrà organizzata con totem illustrativi atti a descrivere gli elementi che entravano nella composizione dei giardini privati di epoca romana. Il fine è quello di proporre al visitatore un quadro d’insieme che possa fargli comprendere la molteplicità di forme e la raffinata organizzazione degli spazi verdi cari alla civiltà romana; va considerato che questo tipo di Museo del Giardino (unico in Europa) sarà un continuo work in progress. Il portico prende spunto dalle “pergulae” (pergole) romane, molto in voga nelle ville patrizie: un’architettura effimera con colonne rivestite in rame che fungono da lampade, e un sinuoso frontale in tubi di acciaio sui quali si possono montare i cavi in acciaio necessari alla collocazione di tende di protezione. Un luogo, dunque, arredato con sedili dove consentire piacevoli soste per gli “otia” tanto celebrati, ma anche supporto per mostre all’aperto, attraverso un sistema molto semplice di tiranti costituito da corde che, calando dal frontale, si fissano a ganci sul pavimento e sostengono un pannello sul quale si possono collocare diverse immagini. Alcune di queste colonne saranno circondate da piante rampicanti. Al centro dei due portici sull’asse dell’ingresso una zona delimitata verso il mare da colonne, potrà essere utilizzata per spettacoli: facile intuire la suggestione raggiungibile grazie alla bellezza naturale del luogo. Infine il percorso dedicato alla visione vera e propria della Villa, sempre delimitato verso il mare da una siepe in Atriplex halimus alta circa 100 cm. con pavimento in ciottoli: un totem esplicativo con informazioni storiche segna il punto d’inizio delle visite guidate. Al centro del percorso con funzione di belvedere una pensilina sopraelevata, di circa 70 cm. collocata tra le “Terme” e la “Biblioteca” con pavimento in mattonforte e ringhiera in ferro zincato, fornirà la possibilità di vedere i “ruderi” in tutta sicurezza. Alla fine del percorso è posto un secondo belvedere per ammirare il resto della Villa. Per quanto riguarda gli interventi di restauro si sono individuate tre aree con differenti problematiche conservative e diversi livelli di fruibilità: un’area frequentabile dal pubblico, ma con forte degrado delle strutture (area presso il faro), un complesso autonomo di forte impatto visivo, ma non fruibile direttamente (cd. biblioteca), un’area articolata su diversi livelli, dal mare alla strada moderna, con notevole movimento scenografico delle strutture (Terme). Tale area è resa completamente fruibile attraverso le nuove opere di restauro e di sistemazione paesaggistica. In base alle diverse peculiarità si sono realizzati alcuni tipi di interventi.

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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 09 Agosto 2010 )